IL SITO ARCHEOLOGICO

Valesio

I resti dell’abitato messapico sono visibili in contrada Valisu, nel territorio di Torchiarolo (Br), in una zona pianeggiante, leggermente discendente verso la costa adriatica.
L’area ha subito per molti anni il saccheggio incontrollato degli scavatori di frodo, e a partire dagli anni ’70 i lavori agricoli hanno ulteriormente danneggiato vasti settori dell’abitato antico.Il sito risulta particolarmente rilevante nel panorama archeologico salentino in quanto presenta diverse fasi insediative che, a partire dall’età del Ferro (VIII - VII sec. a.C.) al Basso Medioevo.
Il centro viene menzionato raramente dagli autori antichi e le fonti più dettagliate risalgono solo all’inizio dell’età imperiale romana. Strabone ne ricorda il nome greco di Aletia, mentre altri scrittori citano la città col nome di Valetium o Balesium. Nella Tabula Peuntingeriana (III sec.d.C.) il sito viene chiamato Baletium e nel IV sec.d.C. è accertato il nome di Mutatio Valentia, in relazione con la stazione di posta lungo la viabilità imperiale romana presente nell’area.
Nel periodo medievale le fonti storiche ricordano la distruzione del sito nel 1157, ad opera di
Guglielmo di Sicilia, detto il Malo. A partire dal 1182 il feudo di Valesio, probabilmente una fattoria,fu concesso dal conte Tancredi all’Ordine Benedettino di Lecce.Dal 1500 in poi l’area è abbandonata e destinata all’agricoltura.


Le Mura (IV sec. a.C.)

Il circuito delle mura, con le probabili sette porte d’accesso, doveva avere una lunghezza complessiva di km 3,4 e racchiudere un’area di circa 83 ett... [ continua ]

IL COMPLESSO TERMALE

Il tuo browser non supporta questa scrollbar.